“La Cooperativa aCapo, nell’ottica di correttezza e trasparenza che la contraddistinguono, ci tiene a fare alcune precisazioni in merito alle osservazioni mosse da Umberto Marchi (Filcams Cgil) e Federico Fontanini (Fistel Cisl) e pubblicate su alcuni media. Siamo noti e vogliamo continuare ad esserlo per la disponibilità della Cooperativa al mantenimento di sane relazioni con tutte le parti sindacali attraverso il dialogo e nel rispetto delle rispettive prerogative. Oggi la Cooperativa è presente in sei regioni italiane dove svolge servizi di supporto alle amministrazioni pubbliche e ai cittadini agendo, molto spesso, come fattore di stabilizzazione e argine alla precarizzazione del lavoro, specie per le persone con disabilità. Ad esempio, nel caso del contact center 055055 del servizio Linea Comune, nel rispetto di un dialogo che deve partire da elementi di sostanza e concretezza, ricordiamo di aver avviato il servizio a partire dal 01/05/2017 assumendo tutti i lavoratori già presenti sul servizio con contratti a tempo indeterminato, stabilizzando mansioni e livelli contrattuali secondo quanto indicato in risposta al bando di gara. L’intervento di aCapo, peraltro, ha posto fine a mesi di disagio e precarietà subito dai lavoratori rimasti per mesi senza retribuzione prima del nostro arrivo. Riguardo al cambiamento di nome della Cooperativa, la scelta attiene semplicemente a logiche di posizionamento sul mercato che non dovrebbe essere ambito di discussione con il sindacato. aCapo ha comunque comunicato a tutti gli stakeholder interessati, comprese le organizzazioni sindacali toscane, di aver cambiato nome. Possiamo infine assicurare che il percorso che ha portato a tale cambiamento è stato condiviso con i lavoratori ed i soci anche attraverso sondaggi e comunicazioni interne e, soprattutto, votato in assemblea dopo una democratica discussione come previsto e normale in cooperativa”.